venerdì 15 febbraio 2008

Fermi tutti, in nome della legge: controabortisca o sparo


C’è mancato poco che andasse a finire così. A Napoli, nel reparto di ostetricia, dove una donna ha deciso volontariamente per l’interruzione della gravidanza. Nel pieno rispetto della legge 194.

Un’irruzione di 7 poliziotti nei corridoi del reparto maternità dell’ospedale Federico II, dopo una telefonata anonima. Cosa hanno trovato? Un covo di mamme abortiste? Delle streghe intente in un rituale d’altri tempi?

Sequestro del feto e della cartella clinica, interrogatorio sotto gli effetti dell’anestesia, terzo grado per la compagna di stanza ricoverata per una gravidanza difficile.
Un magistrato e 7 poliziotti diventano d’un tratto difensori di quella morale pubblica avvinghiata alle sottane del clero.
Di quella morale pubblica che pensa che abortire sia uno spasso e non una tragedia, che scegliere di non mettere al mondo un bambino che probabilmente non vivrà ma sopravvivrà sia una questione di eugenetica e non una scelta difficile e tutt’altro che egoista.

La legge 194 ha fatto progressivamente diminuire il numero degli aborti, ha insegnato alle donne che il diritto all'aborto è una drammatica conquista, una dolorosa soluzione d'eccezione e non un metodo anticoncezionale.

Siamo invasi di preti e suore che – nel nome di una morale parziale non condivisa che esalta la sofferenza – maledicono la contraccezione, ostacolano la ricerca scientifica, puntando il dito contro la “scienza sbagliata”, quella che riesce a vedere malformazioni e patologie genetiche sul feto, boicottando di fatto la cura di molte malattie.

Che la smetta il Vaticano e i suoi servi in borghese, mandati in missione su suolo Italiano come fossero agenti dei servizi segreti, di decidere sul corpo delle donne.

E’ alla donna che spetta il diritto di decidere per se e di scegliere. Non ad un magistrato, non ad un poliziotto, non ad un prete, non ad un medico obiettore di coscienza.

La 194 non si tocca
L’aborto non è reato
L’Italia non è il Vaticano

Laboratorio politico Jacob
via Mario Pagano, 38 - Foggia
http://www.agitproponline.com/

martedì 12 febbraio 2008

Una stagione all'inferno


"Una stagione all'inferno" è il titolo del rapporto di Medici Senza Frontiere sulle condizioni di salute, vita e lavoro degli stranieri impiegati in agricoltura nelle regioni del Sud Italia.

Una stagione all'inferno è quella che vivono regolarmente migliaia di immigrati nel nostro paese.

Da luglio a novembre 2007 un’equipe mobile di MSF ha visitato e intervistato oltre 600 stranieri impiegati come lavoratori stagionali in agricoltura nelle regioni del Sud Italia.

I risultati dell’inchiesta sono allarmanti: gli stranieri si ammalano a causa delle durissime condizioni di vita e lavoro cui sono costretti. Già nel 2004 MSF aveva visitato le campagne del Sud Italia per portare assistenza sanitaria agli stranieri impiegati come stagionali e per indagare questa scomoda realtà.

Nonostante le reiterate promesse da parte di autorità locali e nazionali, a distanza di tre anni MSF ha potuto constatare che nulla è cambiato.


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lunedì 11 febbraio 2008

La sinistra è in movimento


Diritti, Beni Comuni, Lavoro, Democrazia
Venerdì 15 febbraio alle ore 19, pressso l'Arci di Foggia in via della Repubblica,

Incontro di preparazione iniziative pubbliche

L'invito è aperto a tutti, associazioni, partiti movimenti, singole persone.


MARTEDI' 19 febbraio, alle ORE 16.00,
presso l'Osservatorio Sud - Via Buccari, 120/b - Bari

l'ASSEMBLEA PUGLIESE PER L'ACQUA BENE COMUNE,

o.d.g.:
- proposte del Coordinamento nazionale (il cui documento trovate in allegato);
- partecipazione ai gruppi di lavoro nazionale (che trovate elencati qui di seguito);
- presentazione del Documento guida sulla ri-pubblicizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato in Puglia.

La segreteria del forum pugliese dei movimenti per l'acqua

I gruppi di lavoro che si intendono proporre e a cui si chiede a tutte le realtà di contribuire con le proprie competenze e disponibilità :

a) gruppo di consulenza in campo giuridico, legale, amministrativo;

b) gruppo di costituzione dell'osservatorio nazionale sull'acqua;

c) gruppo di studio e controinchiesta sulle multiutilities;

d) gruppo di lavoro per la costituzione del coordinamento nazionale enti locali per l'acqua pubblica;

e) gruppo di lavoro per la costituzione di una rete tra i lavoratori dell'acqua pubblica;

f) gruppo di lavoro sui rapporti internazionali del movimento dell'acqua.
Segreteria pugliese del forum dei movimenti per l'acqua
L'allegato si può leggere al seguente indirizzo

sabato 9 febbraio 2008

Impressioni di febbraio


La Giornata del Ricordo si avvicina. E gli amministratori rovistano negli scaffali.

Il manifesto, affisso in un centinaio di copie in città, è celeste e azzurro.
Impaginato con evidente fretta, esteticamente respingente.
Vi si legge: “10 febbraio, Giornata del Ricordo...”.
Cinque foto completano l’opera: del filo spinato, un volto di donna e – in basso a sinistra – dei bambini. Bambini, alcuni molto piccoli. Vestiti alla stessa maniera, con dei camici a righe. Fotografati in gruppo, sullo sfondo di un muro di pietra. Palesemente prigionieri.

La foto è di quelle più che famose.
È uno scatto celeberrimo, paragonabile alla morte del repubblicano spagnolo o a quella del ghetto di Varsavia.

È una testimonianza di Auschwitz. Superfluo dire: non c’entra nulla con le foibe. Nulla con l’esodo istriano.
Nulla di nulla neppure con la Giornata del Ricordo.

Stallone aveva finito le fotografie tristi e, non avendo quella di Campilongo a portata di mano, ha pensato bene di ricorrere ai bimbi ebrei.

Siamo laici e umanisti.
Comprendiamo le debolezze, anche quando queste appartengono alle più alte cariche amministrative.
L’ignoranza allo stato brado, un arguto tentativo di parificazione, un’urgenza tecnica, un’ansia amministrativa colmata alla meno peggio.
Qualunque sia il motivo che ha spinto la Provincia di Foggia ad onorare i “martiri” delle foibe con una foto di Auschwitz, beh, noi lo comprendiamo.

E ne facciamo tesoro.

Giacché è il segnale più evidente di quanto andiamo dicend o da anni, oramai.

La Giornata del Ricordo è un semplice contraltare alla Giornata della Memoria, una sorta di commemorazione riparatrice, una ricorrenza strappata ad un governo compiacente da una pattuglia di neofascisti, più o meno mascherati. Sul corpo vivo di un Paese immemore. E che, oltretutto, come la nostra amministrazione provinciale ha dimostrato in maniera lampante, non sa di cosa di stia parlando.
Noi lo sappiamo, l’abbiamo sempre saputo. Per questo abbiamo il coraggio e sentiamo il dovere, da quattro anni a questa parte, di denunciare la mistificazione della Storia e il miserabile tentativo di “pacificazione” nel segno di un presunto doppio orrore: quello nazista e quello comunista, quello repubblichino e quello partigiano.

Ma la Storia non si riscrive a suon di fiction.

Questo deve essere chiaro, molto chiaro, ai nostri revisionisti.

Siamo disponibili a parlare di quello che successe dopo la fine della Seconda guerra mondiale esclusivamente a patto che il dibattito cominci da quello che è successo prima. Altrimenti è semplice propaganda.

8 febbraio 2008 – Laboratorio Politico Jacob – via Mario Pagano, 38 – Foggia
http://www.agitproponline.com/